Gli ultimi dati sul mercato degli stock di abbigliamento per bambini

Oltre quello del caffè, un altro settore che sembra non conoscere crisi – mentre quest’ultima imperversa un po’ ovunque, da anni, anche! – è quello dell’abbigliamento. Già l’anno scorso il Consumer Market Outlook 2010 (realizzato dalla società Statista) fotografava un incremento del 4,4% nell’economia mondiale dell’abbigliamento, tradotto in cifre significa che: sono stati venduti circa 154 miliardi di capi di vestiario (esclusi accessori o calzature) per circa 1200 miliardi di Euro, quindi anche il volume di pezzi venduti è incrementato rispetto al 2016 del 2.3%. Un dato molto consistente considerando i tempi di crisi. Secondo gli esperti la tendenza di crescita, tra l’altro, è destinata a perdurare nei prossimi 5 anni.

Il segmento di mercato che traina l’intero settore è quello destinato a donne e ragazze (38% del valore) seguito da uomo e bambino (26%). Invece, a livello geografico quello Europeo è il mercato più importante dell’intero panorama dell’’abbigliamento mondiale. In particolare la moda junior, ossia quella 0-16 ha un ruolo centrale per quanto riguarda anche le esportazioni Italiane, aumentate del 6,5% lo scorso anno, stando ai dati Confindustria presentati in occasione di Pitti Bimbo, l’annuale settimana della moda di Firenze.

In questo florido panorama la vendita in stock di abbigliamento per bambini è sempre più crescente, perché conveniente e di qualità, i dati dell’Osservatorio Merceologico hanno rilevato 25.880 aziende che si occupano di commercio in stock dell’abbigliamento.

L’ingrosso che vende capi di vestiario – oltre che accessori e calzature – nel settore junior, appunto 0-16 anni è il punto di riferimento dei negozi al dettaglio, monomarca e non, degli outlet e di ogni tipo di retailer sia online che offline. Il grossista di abbigliamento essendo in contatto con le più importanti case madri di moda per bambini e ragazzi è costantemente aggiornato e fornito, oltre a poter offrire un prezzo unitario estremamente competitivo in virtù dell’elevato volume di vendite. Tra l’altro i migliori grossisti non offrono più stock preformati e vincolati dal numero di pezzi, ma consentono al negoziante la scelta della tipologia e del quantitativo di pezzi riguardo la stagione corrente/futura. Gli stock preconfezionati sono solo quelli delle collezioni delle passate stagioni e, solitamente, sono indirizzati ai negozi di outlet. In tal modo i dettaglianti hanno accesso ai migliori brand di vestiario per bambini a prezzi concorrenziali, potendo anche selezionare i capi in base alla propria clientela e al proprio gusto.

Comprare all’ingrosso non significa più comprare partite di merce tutta uguale, che magari varia solo per colore o taglia, sapendo già che un altro negozio al dettaglio della stessa zona vende le stesse identiche cose. Questo è un’idea obsoleta, non più attuale. I dettaglianti che si riforniscono dai grandi ingrossi di abbigliamento per bambini hanno la garanzia di scegliere da soli la “collezione” (se così si può dire) da presentare alla propria clientela, una fornitura composta da capi di alta qualità, firmati dalle migliori griffes mondiali del settore: Trussardi, Henry Cotton, Nou Nou, Fay, I Pinco Pallino, Timberland, Napapjiri, Miss Blumarine, Il Gufo sono solo un esempio della vasta gamma di firme disponibili. L’abbigliamento junior trattato è sia classico, che sportivo, che da cerimonia corredato, all’occorrenza, degli accessori necessari come scarpe e cappelli, ad esempio.

Sta anche in questo il segreto del settore dell’abbigliamento che non ha ceduto alla crisi: i piccoli negozi, i dettaglianti non sono più “soli” di fronte ai giganti del settore, ma con il tramite dei rivenditori all’ingrosso che trattano per loro i prezzi e i capi direttamente con i brand possono proporre alla propria clientela collezioni sempre nuove, fresche e selezionate senza l’onere dell’invenduto – non avendo comprato in stock – stagione dopo stagione.

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